Infratel è l’azienda controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico che si occupa di pianificare gli incentivi per lo sviluppo della banda larga e ultralarga sul territorio nazionale.

Ha anche il compito di aggiornare periodicamente una mappatura (civico per civico) dello stato della banda larga in Italia.

Nel gennaio 2019 Infratel ha avviato il monitoraggio dell’ultima consultazione (tenuta nel 2017), in particolare per verificare lo stato di attuazione degli interventi nelle aree nere e grigie.

Lo scopo della nuova consultazione è quindi limitato all’aggiornamento delle aree che sono state dichiarate come nere o grigie, e cioè 19,8 milioni di numeri civici.1

Ripasso sulle aree nere e grigie

La Commissione Europea definisce così le aree nere, grigie e bianche:

  • aree nere: presenza nei prossimi tre anni di almeno due reti a banda larga di operatori diversi
  • aree grigie: presenza nei prossimi tre anni di una sola rete a banda larga
  • aree bianche: nessuna previsione di investimento privato per banda larga nei prossimi tre anni

Questa suddivisione ha però un difetto, perché non considera la qualità delle reti presenti. L’Italia ha perciò introdotto anche una suddivisione in cluster:

  • cluster A: aree con presenza di reti >100 Mbps (FTTH)
  • cluster B: aree con presenza di reti >30 Mbps (FTTC)
  • cluster C e D: aree con presenza di reti 0-30 Mbps (ADSL, wireless)

Molto spesso viene erroneamente fatta l’associazione tra aree e cluster, che però si basano su dati diversi e non sono quindi equivalenti. Ad esempio, spesso si parla di aree grigie intendendo in realtà tutte le aree coperte da FTTC (e cioè il cluster B).

Per quanto riguarda la nuova consultazione 2019, Infratel riporta che gli scopi sono:2

1) monitorare il mantenimento degli impegni di copertura, ai sensi del punto 65 degli Orientamenti, si chiede, agli operatori che hanno risposto alle consultazioni precedenti, di aggiornare quanto già dichiarato attraverso la conferma dei dati già trasmessi o la modifica delle scadenze fissate;

2) ottenere l’evidenza di nuovi interventi attuati o pianificati, per i soli operatori che non hanno partecipato a consultazioni precedenti, si chiede di fornire i dati di copertura attuale e prevista nel triennio successivo.

Per quanto riguarda i dati già raccolti (punto primo) si tratta quindi di confermare o aggiornare le scadenze di copertura, mentre per i nuovi operatori (punto secondo) di dichiarare la copertura al 31 dicembre 2018, 2019, 2020, e 2021.1

Il monitoraggio è terminato il 15 marzo 2019, e i risultati saranno pubblicati a giugno 2019 sul sito BUL.

I dati raccolti serviranno per definire più in dettaglio la fase 2 del piano BUL, che ha come scopo un intervento pubblico diretto in favore delle abitazioni nelle aree grigie.

Per approfondimenti, consulta la pagina Cos’è il piano BUL.