La Strategia nazionale per la banda ultralarga, o piano BUL, è il progetto avviato dal Governo Renzi nel marzo del 2015 con lo scopo di pianificare gli interventi pubblici in materia di copertura a banda larga e ultralarga.12

Il piano si divide in due fasi, con l’intento di raggiungere gli obiettivi della Commissione Europa fissati per il 2020 e successivamente quelli per il 2025.

I bandi per la prima fase sono stati tutti vinti dall’azienda Open Fiber, che coprirà entro il 2020 le aree bianche del Paese, adottando le architetture FTTH (~80%) e FWA (~20%).

I prossimi paragrafi approfondiscono più in dettaglio la nascita e gli sviluppi del piano.

Gli obiettivi europei per il 2020

La Commissione Europea ha stabilito3 nel 2010 tre obiettivi da raggiungere entro il 2020:

  1. coprire tutti i cittadini con la banda larga di base (0-30 Mbps) entro il 2013;
  2. coprire tutti i cittadini con la banda larga veloce (>30 Mbps) entro il 2020;
  3. fare in modo che il 50% delle famiglie europee siano abbonate a connessioni a banda ultralarga (>100 Mbps) entro il 2020.

Il piano è ambizioso, ed è stato stimato che avrebbe richiesto in totale 250 miliardi di euro di investimenti. Circa 15 miliardi di euro sono stati messi a disposizione dall’UE nel periodo 2014-2020 per agevolare i piani nazionali.4

In Italia quando si parla di connessioni a “30 Mbps” ci si riferisce di solito all’architettura FTTC o FWA (fibra misto rame/radio). Questo perché per limiti tecnologici né la VDSL né il wireless riescono (per ora) a garantire in modo consistente più di 100 Mbps in download.

Ad oggi con “100 Mbps” si intende invece esclusivamente FTTH (fibra ottica fino a casa).

Gli obiettivi europei per il 2025

Nel 2016 la Commissione Europea ha annunciato gli obiettivi per il 2025:

  1. connettività di almeno 1 Gbps per scuole e uffici pubblici;
  2. connettività di almeno 100 Mbps, espandibile a Gigabit, per tutte le famiglie europee;
  3. copertura 5G ininterrotta in tutte le aree urbane e lungo i principali assi di trasporto terrestre.

Il piano BUL italiano

Il piano BUL in Italia è stato presentato nel 2015 ed è diviso in due fasi, corrispondenti rispettivamente agli obiettivi europei per il 2020 e per il 2025. La prima fase è attualmente in corso, mentre la seconda fase non è stata ancora definita in dettaglio (2019).

La prima fase del piano BUL è stata finanziata tramite fondi FSC, FESR e FEASR e ha l’obiettivo di coprire il 24,6% della popolazione italiana, cioè la porzione considerata a rischio di divario digitale.5 Si tratta di tutte le aree non già coperte da una connessione ad almeno 30 Mbps, le cosiddette aree bianche. Vedi i capitoli successivi per i dettagli 👇.

Cos'è l’intervento diretto

Il piano BUL 2015-2020 ha adottato in modo esclusivo il modello di intervento diretto. Questo prevede che il coordinamento della rete sia gestito da un’autorità completamente pubblica, in particolare Infratel, un’azienda controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico.

La rete realizzata è perciò di proprietà pubblica e ad accesso aperto all’ingrosso (open access wholesale). In altre parole, significa che tutti gli operatori possono utilizzarla senza discriminazione dietro pagamento di un canone.

⚠ L’intervento diretto previsto dal piano BUL è considerato un aiuto di Stato e deve quindi sottostare a determinate norme in tutela del mercato e degli investimenti privati.

Per questo motivo, il piano si occupa di coprire soltanto le aree non già coperte da altri operatori privati. Sono di conseguenza escluse le aree coperte in FTTC, cioè le cosiddette aree grigie/nere o cluster B, anche nei casi di linee in rame lunghe.

Sono invece incluse le aree coperte solo con tecnologie wireless (es. Eolo).

La questione è approfondita qua sotto quando si parla di consultazioni, aree e cluster 👇

Mappa dell'Italia che mostra le percentuali di copertura regione per regione. Il totale di copertura >30 Mbps al 2020 è 48,9%
La copertura >30 Mbps (FTTC) stimata al 2020 (privato + pubblico). Fonte: sito BUL
Mappa dell'Italia che mostra le percentuali di copertura regione per regione. Il totale di copertura >100 Mbps al 2020 è 50,7%
La copertura >100 Mbps (FTTH) stimata al 2020 (privato + pubblico). Fonte: sito BUL

I bandi pubblici

La realizzazione della rete pubblica è stata affidata tramite tre bandi pubblici all’azienda Open Fiber, controllata al 50% da Enel e al 50% da Cassa Depositi Prestiti (CDP). Open Fiber avrà in concessione la rete per i prossimi vent’anni, e sarà responsabile anche della sua manutenzione.

Vedi anche Cos'è e cosa fa Open Fiber.

I bandi pubblici hanno rispettato il principio della neutralità tecnologica6, e cioè il criterio di scelta della proposta vincitrice non è stato la tecnologia utilizzata (es. VDSL, LTE, ecc.) ma piuttosto le caratteristiche di qualità garantite dalla proposta.

Ciascuno dei tre bandi Infratel ha riguardato un insieme di regioni o province autonome. Nello specifico:

  • BUL1: Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto;
  • BUL2: Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta;
  • BUL3: Calabria, Puglia e Sardegna.
⚠ La provincia di Bolzano non partecipa al piano BUL.
⚠ La Sardegna ha preferito ampliare la copertura in modo indipendente con un accordo con TIM (FTTC). La copertura Open Fiber in Sardegna è quindi limitata. Per approfondimenti, visita il sito web Sardegna Digital.

L’offerta di Open Fiber

Open Fiber ha vinto tutti e tre i bandi Infratel (per il terzo bando c'è stato un solo candidato), grazie a delle offerte fortemente vantaggiose rispetto a quanto richiesto dal bando e dagli obiettivi europei.7

In particolare, la proposta di Open Fiber è così articolata (le percentuali si riferiscono al totale delle unità immobiliari coinvolte nel progetto):

  • Primo bando8
    • 87% di copertura FTTH (>100 Mbps)
    • 4% di copertura FTTH facoltativa (>100 Mbps)
    • 8% di copertura FWA facoltativa (>30 Mbps)
    • 1% non coperto
Grafici che mostrano le percentuali del bando e dell'offerta Open Fiber
Confronto tra requisiti del bando e offerta Open Fiber. Fonte: Crescita digitale in comune
  • Secondo bando9
    • 75% di copertura FTTH (>100 Mbps)
    • 8% di copertura FWA (>30 Mbps)
    • 16% di copertura FWA facoltativa (>30 Mbps)
    • 1% non coperto
Grafici che mostrano le percentuali del bando e dell'offerta Open Fiber
Confronto tra requisiti del bando e offerta Open Fiber. Fonte: Crescita digitale in comune
  • Terzo bando10
    • 70% di copertura FTTH (>100 Mbps)
    • 30% di copertura FWA (>30 Mbps)
    • (dati precisi non disponibili)

Una sintesi grafica congiunta per i bandi 1 e 2 è disponibile qua11 a pagina 10.

Vedi anche: Cosa significano FTTC, FTTE, FTTH, FTTS e FWA.

L’avanzamento del progetto

Per via dei numerosi ricorsi e dei tempi richiesti per ottenere le autorizzazioni, la copertura è stata avviata solo durante il 2018, con notevole ritardo.

A fine 2019, Infratel e Open Fiber hanno dichiarato di aver aperto cantieri in più di 2000 comuni in totale, con l’obiettivo di aprirne altri 1500 circa nel corso del 2020. I lavori sono invece già completati in più di 400 comuni.12

Su 9 milioni di unità immobiliari da coprire, risultano già coperte 2,2 milioni di abitazioni, mentre altre 3,2 milioni sono in corso di copertura.12 Si stima che il piano terminerà complessivamente nel 2022 o 2023.13

Lo stato dei lavori (comune per comune) viene pubblicato circa una volta al mese sul sito Banda Ultra Larga. Se vuoi ricevere in automatico gli aggiornamenti, segui i canali social di FibraClick (Telegram, Facebook e Twitter) oppure iscriviti alla newsletter.

Open Fiber è un operatore all’ingrosso, e non vende quindi gli abbonamenti direttamente ai clienti finali. Sono gli operatori terzi a dover manifestare l’interesse nell’utilizzare la rete pubblica, di cui Open Fiber è concessionaria. Alcuni degli operatori che vendono in area bianca sono Tiscali, Vodafone, Connesi, Unidata, WIC e Fibra City. Anche Fastweb e Wind Tre hanno annunciato accordi con Open Fiber per le aree bianche.

Dalla seconda metà del 2019, i comuni con lavori FTTH completati vengono gradualmente inseriti da Open Fiber in una sperimentazione di vendita dei servizi, che permette di iniziare ad attivare linee con velocità a 1 Gbps anche in assenza di collaudo della rete. Quando un comune viene collaudato, la sperimentazione termina e il comune è considerato definitivamente in commercializzazione.

La lista completa dei comuni in sperimentazione non è pubblica, ma ogni volta che nuovi comuni vengono aggiunti alla sperimentazione, FibraClick lo comunica tramite i canali social e nella sezione News del forum. È possibile invece verificare se un comune è collaudato (“Terminato”) tramite questa pagina.

Per approfondire:

Chiusino di un pozzetto, con la scritta BUL rete pubblica
Chiusino di un pozzetto realizzato da Open Fiber in un’area bianca

Le consultazioni Infratel

Come menzionato, la fase 1 del piano BUL ha l’obiettivo di ridurre il divario digitale tra le aree in cui sono presenti investimenti privati in banda larga (es. Open Fiber FTTH o TIM FTTC) e le aree in cui c'è solo l’ADSL (o inferiore).

A partire da marzo 2015, Infratel mantiene una mappatura di queste aree tramite delle apposite consultazioni pubbliche. Le aree, aggiornate ogni circa due anni, si distinguono in:14

  • aree nere: presenza nei prossimi tre anni di almeno due reti a banda larga di operatori diversi
  • aree grigie: presenza nei prossimi tre anni di una sola rete a banda larga
  • aree bianche: nessuna previsione di investimento privato per banda larga nei prossimi tre anni

Le aree bianche sono le aree che sono state prese in considerazione per il piano BUL 2015-2020. Inizialmente è stata presa come riferimento la consultazione Infratel 2015, ma in seguito ha assunto valore la consultazione 2017 (poi aggiornata nel 2018).

I dati della consultazione sono consultabili tramite il sito BUL. Leggi Come controllare la presenza di intervento pubblico o privato per approfondimenti.
Quando si parla di area, non si intende l’intero territorio di un comune. Ogni comune può essere suddiviso in più aree, in modo da distinguere ad esempio tra aree grigie e bianche all’interno dello stesso comune. In Italia sono state definite 94˙645 aree su circa 8˙000 comuni.

Le aree sono il riferimento a livello europeo per valutare la possibilità di intervento da parte dello Stato in materia di banda ultralarga. Hanno tuttavia un difetto, quello di considerare il numero di infrastrutture presenti ma non il livello di qualità offerto.

Per questo motivo, l’Italia ha definito un’ulteriore distinzione14, basata sui cluster A, B, C e D. I cluster sono definiti in base alle infrastrutture presenti nei successivi tre anni:

  • cluster A: aree in cui sarà presente almeno un’infrastruttura che garantisca almeno 100 Mbps in download (in Italia equivale a FTTH)
  • cluster B: aree in cui sarà presente almeno un’infrastruttura che garantisca almeno 30 Mbps in download (in Italia equivale a FTTC, le connessioni wireless non vengono considerate)
  • cluster C e D: aree in cui non saranno previste connessioni >30 Mbps
Le aree interessate dal piano BUL 2015-2020 (fase 1) sono quelle dei cluster C e D.

La differenza tra cluster C e D sta nell’entità dell’intervento pubblico consentito allo Stato, che nel cluster C si limita al 70% del totale degli investimenti per quel cluster, mentre nel cluster D non ha limiti.

Anche nel cluster B è consentito l’intervento diretto dello Stato fino al 70% degli investimenti totali, il che ci porta alla fase 2 del piano BUL.

La fase 2: le aree “grigie”

Ad aprile 2018 Infratel ha annunciato15 l’inizio della pianificazione della fase 2 del piano BUL, che ha lo scopo di avvicinarsi agli obiettivi della Gigabit Society fissati dalla Commissione Europea.16

Gli obiettivi, fissati per il 2025, prevedono di espandere la copertura a banda ultralarga in modo da offrire a tutte le famiglie una velocità in download maggiore di 100 Mbps ed espandibile al Gigabit.

Le tecnologie che possiedono queste caratteristiche sono classificate come VHCN (Very High Capacity Network), una categoria che al momento comprende solo le linee in fibra ottica fino a casa (FTTH/FTTB). Durante il 2020 saranno pubblicate le linee guida del BEREC che stabiliranno se altre tecnologie come il 5G FWA (Fixed Wireless Access) potranno essere considerate come VHCN.17

La fase 2 del piano BUL consiste in un investimento pubblico con lo scopo di costruire reti VHC nelle aree che ne sono sprovviste (in cui sono presenti solo FTTC, FWA o inferiore). Ci si riferisce a questo intervento anche come “piano aree grigie”, nonostante non riguardi solo le aree grigie ma anche le aree nere. Si tratta più precisamente di 17 milioni di unità immobiliari.18

Non sono al momento disponibili altri dettagli, e non è nemmeno chiaro se saranno disponibili i fondi per coprire un numero così alto di UI (il fabbisogno stimato è di più di 5 miliardi di euro19).

Ci si attende che il piano di investimento pubblico sarà inviato alla Commissione Europea per l’approvazione nel corso del 2020, come previsto dalle regole in materia di aiuti di Stato.20

Verificare gli interventi

Tramite il sito Banda Ultralarga del MiSE è possibile verificare indirizzo per indirizzo i risultati delle consultazioni Infratel, fino al 2020, e di conseguenza capire se è previsto intervento privato/pubblico e di che tipo.

Per approfondire, consulta la pagina Come controllare la presenza di intervento pubblico o privato.

  1. http://bandaultralarga.italia.it/piano-bul/strategia/ ↩︎

  2. http://www.governo.it/sites/governo.it/files/strategia_banda_ultralarga.pdf ↩︎

  3. Gli obiettivi sono contenuti nel documento che descrive il piano Agenda Digitale 2020. Tra le varie cose, prevedeva anche che ogni Stato europeo presentasse entro il 2012 un piano di interventi per raggiungere gli obiettivi. Molti Stati europei, Italia inclusa, hanno presentato il piano con anni di ritardo. https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0245:FIN:EN:PDF ↩︎

  4. http://publications.europa.eu/webpub/eca/special-reports/broadband-12-2018/it/ ↩︎

  5. http://bandaultralarga.italia.it/piano-aree-bianche/obiettivi/ ↩︎

  6. http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-2363_it.htm ↩︎

  7. http://bandaultralarga.italia.it/piano-bul/obiettivi/ ↩︎

  8. https://openfiber.it/it/fibra-ottica/area-infratel/bandi-gara/aree-bianche ↩︎

  9. https://openfiber.it/it/fibra-ottica/area-infratel/bandi-gara/seconda-gara ↩︎

  10. https://www.tomshw.it/altro/open-fiber-si-aggiudica-anche-il-terzo-bando-infratel-cablera-in-fibra-le-aree-bianche-di-puglia-calabria-e-sardegna/ ↩︎

  11. http://www.crescitadigitaleincomune.it/wp-content/uploads/package_uploads/Webinar_Infratel/Presentazione%20Cudia.pdf ↩︎

  12. https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2040714-comunicazioni-il-ministro-presenta-le-linee-programmatiche ↩︎

  13. https://www.wired.it/internet/tlc/2020/02/11/banda-ultralarga-open-fiber/ ↩︎

  14. https://www.telecomitalia.com/tit/it/notiziariotecnico/edizioni-2016/n-2-2016/capitolo-3/approfondimenti-2.html ↩︎

  15. http://bandaultralarga.italia.it/pubblicato-il-piano-per-le-aree-grigie-al-via-la-consultazione/ ↩︎

  16. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52016DC0587 ↩︎

  17. articolo 82 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32018L1972 ↩︎

  18. http://www.infratelitalia.it/uncategorized/imprese-e-banda-ultralarga-al-telco-per-litalia/ ↩︎

  19. https://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta/&nm=20190717153044008 ↩︎

  20. sezione 3.6 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52013XC0126(01) ↩︎