La Strategia nazionale per la banda ultralarga, o piano BUL, è un progetto pubblico per la diffusione della banda ultralarga avviato dal Governo Renzi nel marzo del 2015.1

Il piano è composto da diverse parti:

  • la copertura delle aree bianche, anche dette a “fallimento di mercato”, cioè le aree dove gli operatori non hanno in previsione di portare la banda ultralarga ad almeno 30 Mbps. Questo intervento è in corso e prevede nello specifico la copertura da parte di Open Fiber di circa il 25% della popolazione italiana, in larga parte in fibra ottica FTTH (1 Gbps) e in parte in wireless FWA (100 Mbps). Il completato dei lavori in tutti i comuni coinvolti è previsto, dopo molti ritardi, tra il 2022 e il 2023;
  • la copertura delle aree grigie e nere a “fallimento tecnologico”: l’intervento si concentrerà nelle aree in cui non è prevista a breve la presenza di reti ad alta capacità con velocità superiore a 100 Mbps e predisposte al Gigabit. Questo intervento sarà avviato nel corso del 2021;2
  • la copertura di tutte le scuole in fibra ottica, in larghissima parte entro il 2022;2
  • l’erogazione di voucher di sostegno alla domanda di connettività, cioè buoni economici che le famiglie e le imprese possono utilizzare per passare a una connessione più veloce.2

I prossimi paragrafi approfondiscono più in dettaglio la nascita e gli sviluppi del piano, in particolar modo per quanto riguarda le aree bianche.

Gli obiettivi europei

La Commissione Europea ha stabilito nel corso degli anni diversi obiettivi per lo sviluppo della banda ultralarga, su cui il piano BUL italiano si basa.

In particolare, l’Agenda Digitale 2020 richiede che entro il 2020 tutti i cittadini siano coperti dalla banda larga veloce ad almeno 30 Mbps, e che almeno il 50% delle famiglie sia abbonata con connessioni ad almeno 100 Mbps.3

Il piano BUL italiano prevede di raggiungere l’obiettivo di copertura totale integrando gli investimenti delle aziende private con un intervento pubblico diretto, con lo scopo di realizzare una rete pubblica in fibra ottica nelle aree bianche.

Chiusino di un pozzetto, con la scritta BUL rete pubblica.
Un pozzetto della rete pubblica #BUL, elemento distintivo della rete realizzata da Open Fiber nelle aree bianche.

Nel 2016 la Commissione Europea ha aggiornato gli obiettivi dell’Agenda Europea, fissando nel documento “Verso la Gigabit Society” gli obiettivi per il 2025: scuole e uffici pubblici dovranno essere connessi ad almeno 1 Gbps, mentre tutte le famiglie dovranno avere accesso a una connettività di almeno 100 Mbps ma espandibile al Gigabit.4

Gli obiettivi della Gigabit Society sono alla base della seconda fase del piano BUL, che prevede la copertura delle aree grigie e nere in cui c’è “fallimento tecnologico”, e delle scuole.2

Chi viene coperto

Il progetto di copertura delle aree bianche riguarda circa il 25% della popolazione italiana.5 Approssimativamente, si tratta dei comuni o delle aree periferiche in cui è presente solo l’ADSL.

Le aree bianche sono state identificate dal Ministero dello Sviluppo Economico tramite le consultazioni Infratel, nelle quali gli operatori hanno specificato in quali zone avevano intenzione di coprire autonomamente e in quali no.

Le abitazioni effettivamente coperte vengono però decise con precisione solo in fase di redazione del progetto esecutivo. È possibile consultare le tratte in fibra ottica previste dai progetti esecutivi tramite il SINFI, o in alternativa è possibile scrivere a Infratel chiedendo se il proprio indirizzo sarà coinvolto dal piano e con che tecnologia sarà coperto.

Circa il 75% delle aree bianche coinvolte vengono coperte in FTTH (Fiber To The Home), cioè in fibra ottica fino a 1 Gbps, mentre il restante 25% viene coperto con connessioni wireless FWA (Fixed Wireless Access) a 100 Mbps.

Le tratte della rete pubblica in fibra ottica realizzata in un comune delle aree bianche.
I vincoli dell’aiuto di Stato

L’intervento pubblico previsto dal piano BUL è considerato un aiuto di Stato e deve quindi sottostare a determinate norme in tutela del mercato e degli investimenti privati.

Per questo motivo, il piano aree bianche non può intervenire nelle aree in cui un operatore ha dichiarato di voler portare copertura a banda ultralarga nel breve periodo, anche nel caso in cui questa copertura non sia nei fatti praticabile come nel caso di linee FTTC molto lunghe che non garantiscono 30 Mbps.

🦠 Durante l’emergenza sanitaria COVID-19 il decreto Cura Italia ha autorizzato in via eccezionale l’attivazione di infrastrutture di telecomunicazioni anche nelle aree bianche. Concretamente significa che la FTTC attivata nelle aree bianche e derivante dal piano Cassiopea non influirà sulla realizzazione della rete pubblica nelle stesse aree.

Chi fa i lavori

I lavori per le aree bianche sono stati affidati all’azienda Open Fiber tramite tre gare pubbliche dal valore complessivo di 2,7 miliardi di euro, a valere dai fondi FSC (nazionali), FESR e FEASR (europei).6

Open Fiber si è aggiudicata tutte e tre le gare per 1,5 miliardi di euro complessivi, con un ribasso del 9%, se si tengono in considerazione i proventi che deriveranno dalla concessione fino al 2037.57

La rete realizzata, 80mila km in fibra ottica, è infatti di proprietà pubblica ma è data in concessione a Open Fiber per 20 anni, che ne gestisce anche la manutenzione. Open Fiber è un operatore “wholesale-only”: non vende direttamente ai clienti finali ma mette a disposizione la rete realizzata a tutti gli operatori interessati (vedi la sezione Come attivare una linea su rete BUL).58

L’esecuzione effettiva dei lavori è affidata da Open Fiber a diverse aziende del settore9. Tramite il sito Open Fiber è possibile verificare l’azienda o il consorzio incaricati in ciascun comune.

Per approfondire:

L’avanzamento del progetto

Per via dei numerosi ricorsi e dei tempi richiesti per ottenere le autorizzazioni, la copertura è stata avviata solo durante il 2018, con notevole ritardo.

A metà 2020, i comuni con cantiere FTTH aperto erano poco più di 2000, su un totale previsto di più di 7000. Le unità immobiliari inizialmente previste erano 9,6 milioni, poi ridotte a 7,9 milioni, di cui 6,4 milioni da coprire in FTTH e il restante in FWA. Di queste, circa il 56% risultava in corso di lavorazione o con lavori completati a metà 2020.10

Secondo Infratel, l’obiettivo per il 2020 è di avviare i lavori in più di 3000 comuni in totale, e di collaudare e rendere disponibili agli operatori la rete in circa 400 comuni.11

Il piano d’azione di Open Fiber prevede inoltre di completare il 65% dei lavori entro il 2021, e il 92% entro il 2022. Il restante 8% si trova in 4 regioni particolarmente impegnative come quantità di abitazioni da coprire, cioè Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. In queste regioni la copertura terminerà nel corso del 2023, anno entro cui dovranno essere rendicontati i fondi europei.8

Lo stato dei lavori è pubblicato e aggiornato periodicamente sul sito istituzionale Banda Ultra Larga, dove si possono trovare anche le stime di avvio e termine dei lavori per ciascun comune. Alcune informazioni aggiuntive sono pubblicate anche da Open Fiber nell’Area Infratel del sito ufficiale.

Per approfondire:

Come attivare una linea su rete BUL

Open Fiber è un operatore wholesale-only (all’ingrosso), e non vende quindi gli abbonamenti direttamente ai clienti finali. Tramite la homepage del sito di Open Fiber è possibile verificare se la vendibilità è stata aperta nel proprio comune, se il proprio indirizzo è coperto e vedere anche la lista degli operatori tramite cui è possibile richiedere l’attivazione del servizio.

Alcuni grandi operatori che vendono in area bianca sono attualmente Tiscali (dall’estate 2019) e WINDTRE (da settembre 2020). Anche Fastweb e Vodafone hanno annunciato accordi con Open Fiber per le aree bianche.

Nel caso di attivazione di una linea FTTH, l’intervento di allaccio prevede la stesura della tratta “verticale” in fibra ottica dalla strada fino all’interno dell’abitazione, solitamente sfruttando tubazioni esistenti (telefono, citofono, ecc.).

Nel caso di FWA, è prevista l’installazione di una piccola parabola esterna (sul tetto, balcone, ecc.), che deve avere visibilità ottica con la stazione radio base, cioè l’antenna, di Open Fiber.

Approfondimento: i bandi pubblici e l’offerta di Open Fiber

La realizzazione della rete pubblica è stata messa a gara da Infratel tramite tre bandi pubblici, ciascuno dei quali riguardante un sottoinsieme di regioni o province autonome italiane.12

Nello specifico:

  • BUL1: Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto;
  • BUL2: Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta;
  • BUL3: Calabria, Puglia e Sardegna.
La provincia di Bolzano non partecipa al piano BUL nazionale.
Il bando BUL3 è di dimensione ridotta ed è stato avviato più tardi perché nelle tre regioni coinvolte la copertura a banda ultralarga era già in stato avanzato prima dei bandi.

Open Fiber ha vinto tutti e tre i bandi Infratel (per il terzo bando c’è stata una sola offerta), grazie a delle offerte fortemente vantaggiose rispetto a quanto richiesto dal bando e dagli obiettivi europei.12

In particolare, la proposta di Open Fiber è così articolata (le percentuali si riferiscono alle unità immobiliari previste dal bando):

  • Primo bando
    • 87% di copertura FTTH (>100 Mbps)
    • 4% di copertura FTTH facoltativa (>100 Mbps)
    • 8% di copertura FWA facoltativa (>30 Mbps)
    • 1% non coperto
Grafici che mostrano le percentuali del bando e dell'offerta Open Fiber.
Confronto tra requisiti del bando BUL1 e l’offerta di Open Fiber.
L’offerta economica di Open Fiber per i lotti del bando BUL1.
  • Secondo bando
    • 75% di copertura FTTH (>100 Mbps)
    • 8% di copertura FWA (>30 Mbps)
    • 16% di copertura FWA facoltativa (>30 Mbps)
    • 1% non coperto
Grafici che mostrano le percentuali del bando e dell'offerta Open Fiber
Confronto tra requisiti del bando BUL2 e l’offerta di Open Fiber.
L’offerta economica di Open Fiber per i lotti del bando BUL2.
  • Terzo bando
    • 60% di copertura FTTH (>100 Mbps)
    • 30% di copertura FWA (>30 Mbps)
Grafici che mostrano le percentuali del bando e dell'offerta Open Fiber
Confronto tra requisiti del bando BUL3 e l’offerta di Open Fiber.
L’offerta economica di Open Fiber per i lotti del bando BUL3.

Il piano aree grigie

Ad aprile 2018 Infratel ha annunciato l’inizio della pianificazione della fase 2 del piano BUL, che ha lo scopo di avvicinarsi agli obiettivi europei della Gigabit Society.13 In particolare, si tratta di offrire a tutte le famiglie connessioni con velocità in download maggiore di 100 Mbps ed espandibile a 1 Gbps.

La fase 2 del piano BUL consiste quindi in un investimento pubblico con lo scopo di realizzare reti ultraveloci nelle aree che ne sono sprovviste, o dove non sono previste nel breve periodo. Questa aree saranno determinate con precisione dagli esiti della consultazione 2020 condotta da Infratel.

L’intervento della fase 2 è spesso chiamato (impropriamente) “piano aree grigie”, nonostante non riguarderà precisamente le aree grigie (dove è presente una sola rete a banda ultralarga, indipendentemente dal tipo di servizio offerto), ma in generale le aree “a fallimento tecnologico” nelle aree grigie e nere.

Secondo una stima di Infratel, il fabbisogno stimato per la copertura di queste aree è di più di 5 miliardi di euro, “da identificare nell’ambito della prossima programmazione europea”2.

Un primo bando per la copertura delle “aree grigie” era atteso per la fine dell’estate 2020 ma è stato poi rimandato al 2021, si suppone per poter sfruttare i fondi previsti dal fondo per la ripresa della Commissione Europea.1415


  1. Strategia italiana per la banda ultralarga http://www.governo.it/sites/governo.it/files/strategia_banda_ultralarga.pdf ↩︎

  2. https://innovazione.gov.it/it/progetti/cobul/ ↩︎

  3. Agenda digitale europea 2020 https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0245:FIN:IT:PDF ↩︎

  4. Connettività per un mercato unico digitale competitivo: verso una società dei Gigabit europea https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52016DC0587 ↩︎

  5. https://bandaultralarga.italia.it/documenti-e-dati/concessioni/ ↩︎

  6. http://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1104721.pdf ↩︎

  7. https://twitter.com/OpenFiberIT/status/1267580298079997952 ↩︎

  8. https://bandaultralarga.italia.it/wp-content/uploads/2020/07/Linee-guida-piano-di-azione-a-supporto-delle-realizzazioni-BUL-CD-8-sent.cleaned-1.pdf ↩︎

  9. https://openfiber.it/informazioni-sulle-gare/ ↩︎

  10. https://bandaultralarga.italia.it/dashboard/ ↩︎

  11. https://bandaultralarga.italia.it/mappa/ ↩︎

  12. Stato di avanzamento del piano BUL, 31 luglio 2020 https://bandaultralarga.italia.it/stato-di-avanzamento-del-piano-strategico-per-la-banda-ultralarga-2/ ↩︎

  13. http://bandaultralarga.italia.it/pubblicato-il-piano-per-le-aree-grigie-al-via-la-consultazione/ ↩︎

  14. https://www.mise.gov.it/images/stories/Piano_scuole_voucher_e_aree_grigie_presentazione_COBUL.pdf ↩︎

  15. https://forum.fibra.click/d/8885-il-piano-aree-grigie-e-stato-rimandato-al-2021 ↩︎